Project Selection

Residential, l'arte di abitare.

Sette case. Sette modi di stare al mondo. Un solo metodo: audit tecnico completo prima della forma, esecuzione locale sotto la nostra regia, tecnologia che scompare dentro la materia.

Una selezione editoriale

Sette progetti residenziali, sette storie da raccontare.

Siamo prima di tutto designer e architetti. Tutto il nostro lavoro nasce dalla forma, dall'idea di casa, dalla cifra dell'abitare che vogliamo costruire per ciascun committente — l'estetica e il linguaggio dei luoghi sono il punto di partenza, non la conseguenza.

La differenza è che da subito conosciamo bene tutte le componenti che fanno funzionare un'architettura — strutture, impianti, materiali, normative, comportamenti del cantiere — perché la nostra formazione è multidisciplinare e il network di esperti che lavora con noi è multi-autoriale. La tecnica per noi non è un ostacolo da risolvere a fine progetto: è uno strumento al servizio del disegno, integrato fin dal concept. Nessun progetto STUDIOFORMA nasce senza un audit completo di tutte le parti che compongono l'organismo abitativo.

I sette progetti che seguono attraversano vent'anni di lavoro — dal restauro filologico in Val d'Orcia alla casa wrightiana di Fiesole, dalla villa contemporanea aretina al terratetto minimalista nel centro di Firenze. Stili diversi, scale diverse, esigenze diverse. Lo stesso metodo dietro ciascuno.

01Villa contemporanea

Open Air Villa, il paesaggio come stanza.

Arezzo · ai margini di un borgo del Quattrocento
Open Air Villa — vista d'insieme
Settecentoquaranta metri quadri tra villa e dependance, ai margini di un borgo del Quattrocento. L'edificio del Settecento dialoga con gli innesti contemporanei senza imitare nessuno dei due secoli.

Open Air Villa nasce ai margini di un borgo del Quattrocento, in un edificio del Settecento che chiedeva di essere ascoltato prima di essere abitato. Settecentoquaranta metri quadri tra villa e dependance, in dialogo con due secoli di storia senza imitarne nessuno.

La nostra risposta cerca la lezione di Mies van der Rohe: poche linee, materiali nobili, vuoti calibrati al millimetro. L'edificio storico è stato restaurato nella sua veridicità materica; gli innesti contemporanei lavorano per sottrazione — pavimenti continui, soffitti puliti, aperture dimensionate sui punti di vista del paesaggio.

Il bisogno di collegare la villa alla dependance ha generato il pezzo più sottile del progetto: un corridoio-galleria d'arteche attraversa il giardino come una soglia abitata, illuminato dall'alto, pensato per ospitare opere e custodire al tempo stesso il passaggio quotidiano tra le due case.

Tutto realizzato in loco. Nessun pezzo industriale, nessuna fornitura standard: ogni elemento è stato disegnato, prototipato e costruito da artigiani e aziende dedicate ai progetti STUDIOFORMA — partner storici che lavorano secondo i nostri principi e conoscono le sfumature di ogni nostro disegno. Esperienza pluriennale, nazionale e internazionale, maturata in contesti del luxury e del design d'autore con anni di successi alle spalle. Design d'autore custom made, dove la mano dei partner risponde a un'idea integrale firmata STUDIOFORMA. Open Air Villa appartiene a SFTailored — il nostro atelier dedicato a progetti d'autore.

Volevamo una connessione moderna tra le parti della nostra dimora storica, non immaginavamo un risultato così sorprendente.
Anno
2010
Località
Arezzo (AR)
Superficie
740 mq
Ruolo
Architettura · restauro · interior · progettazione tecnica integrata · Direzione Lavori · coordinamento dell'intero processo
SFTailored
02Casa Usonian · New Rustic

Via delle Serre, l'eredità Usonian a Fiesole.

Fiesole · Firenze
Via delle Serre — vista esterna
Centonovanta metri quadri sulle colline di Fiesole. Una villa degli anni Sessanta, progettata da un allievo di Frank Lloyd Wright, riportata al suo spirito wrightiano.

Via delle Serre è una casa nel bosco a pochi minuti da Firenze. Una villa degli anni Sessanta progettata da un allievo di Frank Lloyd Wright nel periodo in cui il maestro visse al Villino Belvederedi Fiesole (1909–1910) — pensata fin dall'origine secondo la lezione dell'Usonian House: la casa che cresce dal terreno, fatta dei materiali del luogo, organizzata attorno al focolare e alla vita comune.

I precedenti proprietari avevano alterato la configurazione originale, perdendo per strada la coerenza del progetto. Il nostro intervento è stato netto: riportare la casa al suo spirito wrightiano, recuperando gli elementi rimasti e integrando il programma contemporaneo nello stile consono al luogo. Le facciate sono state rifatte in legno; i pavimenti riposati in teak; intonaci a calce e ferramenta di tradizione fiesolana.

Tutto eseguito a mano da manodopera specializzata del territorio, sotto direzione costante. Gli impianti — climatizzazione radiante, illuminazione integrata, automazione discreta — sono nascosti dentro la materia: il livello tecnico è alto, ma non si vede mai. La forma rimane quella della casa nel bosco.

Pubblicato sull'inserto La Casa Dei Sogni di IO Donna · Corriere della Sera (3 febbraio 2024) e selezionato nel libro Living in New Rustic Style— Brent Darby & Vivienne Ayers, Lannoo Publishers 2024.

Anno
2018
Località
Fiesole (FI)
Superficie
190 mq
Ruolo
Restauro filologico · interior · progettazione tecnica integrata · Direzione Lavori · coordinamento dell'intero processo
03Appartamento cittadino

Urban Flat, il rifugio di una curatrice d'arte.

Firenze · prestigioso quartiere residenziale
Urban Flat — ambiente principale
Settantacinque metri quadri in un prestigioso quartiere residenziale di Firenze. Un appartamento cittadino pensato interamente con la committente, scelta dopo scelta.

Urban Flat è il rifugio cittadino di una curatrice d'arte. Settantacinque metri quadri in un prestigioso quartiere residenziale di Firenze, un appartamento cittadino pensato interamente con la committente — un processo lungo e condiviso, in cui ogni scelta è stata negoziata fino a soddisfare un'esigenza che non ammetteva compromessi.

Le ispirazioni sono nate dai suoi viaggi: frammenti di Marocco, ricordi d'Oriente, materialità mediterranee. Abbiamo tradotto questi riferimenti in un linguaggio coerente con la nostra firma di studio: la cucina in cemento levigatocome fulcro materico, le superfici naturali a vista, l'attenzione al tatto come secondo registro progettuale.

Il pavimento in resinapercorre l'intera pianta libera; gli impianti — climatizzazione, illuminazione scenografica, automazione — sono integrati nei volumi e mai a vista. Sostanza tecnica sotto un abito molto materico, custom made nei dettagli. Una casa che si scopre a strati e si abita lentamente.

Anno
2020
Località
Firenze (FI)
Superficie
75 mq
Ruolo
Interior · automazione · progettazione tecnica integrata · Direzione Lavori · coordinamento dell'intero processo
04Casa contemporanea

Japan House, la misura giapponese a Firenze.

Firenze
Japan House — ambiente principale
Centottanta metri quadri progettati sulla misura giapponese. Vuoti calibrati, materiali essenziali, soglie come momenti rituali. Mobili-parete che ridisegnano i confini delle stanze.

Japan House è stata pensata per chi vive secondo una cultura orientale. Centottanta metri quadri di minimalismo giapponeseche incontra l'artigianalità toscana — forme archetipiche, vuoti calibrati, materiali nobili lavorati a mano dalla tradizione artigiana toscana, orchestrata dal nostro studio.

La sfida principale è stata il contenimento. Una vita ricca di oggetti, libri e memorie da custodire, in uno spazio che doveva rimanere apparentemente vuoto. La risposta sono mobili-parete: contenitori a tutta altezza che ridisegnano i confini delle stanze, pareti che si aprono come piccoli passaggi e nascondono ambienti, soglie che diventano archivi.

Il corridoio centrale è la spina dorsale della casa: una sequenza prospettica scandita da aperture shoji in legno scuro, illuminata da tagli zenitali, calibrata sulla camminata lenta. Aperture circolari ricavate nei muri — moon gate — segnano i passaggi tra gli ambienti come soglie cerimoniali.

Tutto è scomparso dietro un'apparente semplicità. Il livello tecnico — automazione integrale, sistema audio multiroom nascosto, climatizzazione radiante — è elevatissimo: pesato dal metodo, non si vede mai. Minimalismo di sostanza.

Più togliamo, più le cose che restano hanno spazio per essere ascoltate.
Anno
2022
Località
Firenze (FI)
Superficie
180 mq
Ruolo
Architettura · interior · mobili custom · progettazione tecnica integrata · Direzione Lavori · coordinamento dell'intero processo
05Casa museale

New Country, la scuola del borgo che torna a parlare.

Argiano · Montepulciano · Val d'Orcia
Argiano — vista esterna al tramonto
Duecentoquaranta metri quadri sulle colline del Vino Nobile. Una vecchia scuola del borgo, abbandonata da decenni, è diventata una casa museale: tradizione e arte contemporanea in dialogo paziente.

Argiano nasce sulle colline del Vino Nobile, tra Montepulciano e la Val d'Orcia. Una vecchia scuola del borgo, abbandonata da decenni, è diventata una casa musealedi duecentoquaranta metri quadri — il restauro è stato un dialogo paziente tra la tradizione del luogo e l'arte contemporanea che oggi la abita.

Lo chiamiamo New Country. Le murature in pietra a vista sono state restaurate filologicamente; i materiali di recupero — travi originali, elementi lapidei, ferramenta antica — sono stati rimessi in opera dopo la pulitura. Il programma contemporaneo — climatizzazione radiante, illuminazione integrata, automazione — è completamente nascosto dentro spessori murari ricostruiti con la stessa pietra estratta in cava locale.

Tutto eseguito da maestrie locali in regia STUDIOFORMA. Senza sprechi: architettura consapevole. Nessun materiale industriale dove poteva andare un materiale del posto, nessuna fornitura standard dove poteva andare un pezzo unico. La semplicità incontra la tecnologia, la tradizione incontra l'arte.

Casa Argiano è stata oggetto di un servizio televisivo di Sky Arte dedicato al restauro contemporaneo del paesaggio toscano.

Anno
2007
Località
Montepulciano (SI)
Superficie
240 mq
Ruolo
Restauro filologico · interior · progettazione tecnica integrata · Direzione Lavori · coordinamento dell'intero processo
06Residenza d'autore · domotica

Casa per un Artista, domotica a colloquio con il Quattrocento.

Borgo Pinti · Firenze · centro storico
Casa per un Artista — Borgo Pinti — vista d'insieme
Centotrenta metri quadri al piano nobile di un palazzo del Quattrocento. Le volte affrescate dialogano con un'intelligenza domestica nascosta nella materia.

Borgo Pinti è la casa di un'artista e designer. Centotrenta metri quadri al piano nobile di un palazzo del Quattrocento, dove il primo corso stilistico di STUDIOFORMA si è espresso al massimo: volte affrescate, finestre incorniciate in pietra serena, intonaci storici — una memoria stratificata da non cancellare, ma da far parlare.

Il pezzo manifesto è la cucina in cemento levigato, interamente progettata su disegno dall'architetto: primo esempio dell'uso sperimentale di Mapelastic — malta cementizia tecnica di Mapei, normalmente destinata all'impermeabilizzazione — qui reinterpretata in chiave plastica per realizzare componenti d'arredo come sculture. Una linea di lavoro che da qui sarebbe diventata la cifra di STUDIOFORMA.

Le librerie su misura compaiono dalle pareti come parte della struttura, secondo linee inclinate che seguono le prospettive degli spazi. Gli armadi diventano passaggi: piccoli varchi magici e segreti che fanno passare da una stanza all'altra attraverso il mobilio.

Il sistema domotico è integralmente nascosto: nessuna placca a vista, nessun touchpad in evidenza, nessuna tecnologia ostentata. Climatizzazione radiante, illuminazione scenografica integrata, audio multiroom dietro bocchette recuperate. Domotica a colloquio con il Quattrocento.

Selezionato dal libro Architettura e Domotica · Progettare una casa intelligente a misura d'uomo — Centauro Editore, 2011 — raccontato da 100 Idee per Ristrutturare Casa e da Elettroper il valore tecnico dell'integrazione impiantistica.

Anno pubbl.
2011
Località
Firenze, Borgo Pinti
Superficie
130 mq
Ruolo
Restauro · interior · mobili custom · domotica · progettazione tecnica integrata · Direzione Lavori · coordinamento dell'intero processo
07Terratetto cielo-terra

Vertical Minimal Townhouse, minimalismo di sostanza e tecnologia.

Via Caccini · Firenze · centro storico
Via Caccini — vista d'insieme
Duecentodieci metri quadri di disciplina sottrattiva. Un terratetto cielo-terra nel centro di Firenze, collegato da un ascensore inserito nel rispetto della struttura storica.

Via Caccini è un terratetto nel centro di Firenze: una casa cielo-terra collegata da un ascensore inserito nel rispetto della struttura storica. Duecentodieci metri quadri di minimalismo formale del bianco — esigenza di uno spazio di riflessione, interpretazione del vuoto.

Una committente che cercava soprattutto silenzio. Una casa capace di restituirlo non come assenza ma come presenza — un vuoto abitato, una pausa intenzionale dentro la densità urbana. Il progetto ha tolto, ha sottratto, ha rimosso fino a che è rimasta solo la geometria essenziale dell'organismo.

Il bianco è qui un colore strutturale, non decorativo. Pavimento in resina continuo che attraversa tutti i piani; impianti completamente nascosti; illuminazione tutta indiretta, da fessure perimetrali che lavano i soffitti senza mai farsi vedere.

Non solo minimalismo di forma. Minimalismo di sostanza e tecnologia: il livello tecnico — ascensore strutturalmente integrato, automazione completa, impianti totalmente nascosti — è massimo, ma è vestito da un abito così pulito che scompare. Un minimalismo d'autore interamente custom made: ogni piano, ogni soglia, ogni dettaglio meccanico è stato disegnato e costruito per questa casa. Pubblicato nel 2006 come esempio di minimalismo abitativo nel centro storico fiorentino.

Quando hai tolto tutto e quello che resta funziona ancora — allora hai capito di cosa avevi davvero bisogno.
Anno pubbl.
2006
Località
Firenze (FI)
Superficie
210 mq
Ruolo
Architettura · interior · struttura · progettazione tecnica integrata · Direzione Lavori · coordinamento dell'intero processo
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